Una frase che spesso si sente è “non c’è lavoro” , la disoccupazione giovanile è al 400mila %, i giovani sono allo sbando, la laurea serve per andare a lavorare al Mc Donald, e così via. Ieri era la festa della repubblica, repubblica teoricamente fondata sul lavoro che pare non esserci, avrebbe quindi senso pensare che questa repubblica forse esiste solo sulla carta ma non nel concreto? Detta repubblica è esistita in passato, precisamente dal 1946 fino al 1993 anno della ratifica di Maastricht, nuova costruzione europea e più potente in molti casi dei singoli stati che, o applicano le decisioni “dell’Europa” (come se questa “Europa” fosse quasi una regina un po’ dittatrice, che in effetti è quello che è, qualcuno che dall’alto detta regole) oppure ne si paga le conseguenze. Teoricamente queste regole dovrebbero essere per migliorare la vita di ogni singolo paese eppure non pare che questo miglioramento venga percepito, per quale motivo? I motivi sono tanti e non tutti indagabili in un post “riflessivo”, ma semplificando la: globalizzazione in atto a stampo multinazionalistico che fagocita man mano tutti i settori della vita, l’automatizzazione del settore primario e secondario che sono in via di estinguimento rapido, l’informatizzazione del settore terziario di vendita, e di aiuto al cittadino, tutto il mondo del Web e dello shop on Line, dalle casse automatiche al supermercato o ad esempio siti come Booking che rende ormai inutili o quasi le agenzie viaggio, questo ha spostato una parte del mercato in digitale causando perdite a quasi tutte le attività.
Il concetto è semplice ad ogni modo, il mondo di cui tanti parlano non esiste più, o comunque sta scomparendo velocemente, con questo tutti quanti ci stiamo volendo o non volendo rapportando. Ci si lamenta degli effetti, senza pensare alle cause, e così facendo non si trova il nocciolo della situazione, subendo passivamente il mondo che muore non abbracciando il mondo che nasce. Perché non può esistere una sparizione totale, non c’è nessun precedente storico, ma ci sono cicli, nascite e cadute di imperi, seguiti da imperi successivi e come in natura “nulla si crea nulla si distrugge ma tutto si trasforma”. Ora la domanda, quindi cos’è che sta nascendo? Domanda che spaventa perché necessita di dover ampliare la mente, modificare idee preconcette vecchie e non più utili e questo fa parte del normale processo di evoluzione dell’uomo, processo che alcuni vivono con gioia (i meno) altri con terrore (i molti) , perché semplicemente l’essere umano è cocciuto, si attacca alle idee come fossero le sue e non vuole cambiarle.. tutto qui. Nessuna idea è “nostra” possiamo FARLA NOSTRA per un periodo, finché questa è utile e quando essa non è più utile sostituirla adattarla modificarla per il nostro bene. Le persone che appaiono sulla “cresta dell’onda” che mostrano felicità, spesso hanno cambiato le loro Idee e hanno cambiato così la loro REALTÀ.

Ora come mio solito la sparo grossa: il “lavoro” per come lo abbiamo sempre percepito, è una cagata pazzesca. (Fantozzidocet…) Stare tante ore in un posto che non ti piace, dove tendenzialmente ti stanchi, dove hai un “padrone” al quale devi ubbidire, dove spesso il tuo apporto è quello di eseguire più che pensare, dove viene abbattuta pian piano la tua forza vitale, dove passi la maggior parte della tua vita, l’unica che hai al momento presente, pensando ad un miraggio chiamato pensione, che non ti godrai perché non solo non ne avrai le forze, ma sarai talmente tanto abituato a stare al lavoro che senza quello ti sentirai vuoto, e non avendo potuto indagare i tuoi talenti e le tue passioni adeguatamente, probabilmente non riuscirai nemmeno a scoprire realmente chi SEI, tutto per il fine ultimo di un salario, spesso inadeguato, con cui poter pagare tasse , mutuo, bollette, ognuno secondo la sua “fascia” di reddito che pare un classimo moderno, perso il lavoro, persa anche la tua “classe di merito”. Tutto ciò ha un nome da millenni: schiavismo. Che nei secoli è mutato al punto che fino al secolo scorso e in alcuni casi anche oggi ci dicono di essere “liberi”. “Arbaith mach frei” il lavoro rende liberi cita l’ingresso di Auschwitz, come tutti sappiamo ma forse non ci siamo mai fermati troppo a riflettere sul significato reale di questo.

Cos’è libertà? Libertà è essere liberi dalle idee altrui, dai concetti, dai preconcetti, dai luoghi comuni, dalle convenzioni, dagli schemi mentali, dalle identificazioni che creiamo (io sono questo io sono quello) e così via, e la prima forma di libertà è indagare se stessi scoprire cosa ci rende FELICI e FARLO… E QUESTO è il nuovo mondo.. se lo sai allora lo FAI.

Leggi: Coraggiosa e Fortunata (by HuffPost)