Rabbia. cos’è?
Energia.
Da dove arriva?
Da sotto i piedi attraverso le radici e il primo chackra, tuttavia non é importante.
A che serve?
É ENERGIA e come tale ha uno scopo preciso.

La Rabbia appartiene all’archetipo della Tigre che “vive” nella terra e connessa ad essa. É l’energia dell’azione e del fare, e senza essa l’essere umano non é in grado di sviluppare l’azione per modificare il mondo interno ed “esterno”. Il 4° fattore (e principale) dei 10 fattori di funzionamento della legge di Causa/Effetto, senza AZIONE nulla cambia. Tuttavia come tutte le energie ha fasi polari e ottave di espressione. La rabbia non compresa, gestita, utilizzata, incanalata, nel modo corretto é di base potente, quindi anche potenzialmente distruttiva.
Quando sale dal 1° al 2° chakra, essa risveglia le parti dolorose delle ferite emozionali e l’aiuto che essa dà é trascendere le stesse, mostrandocele. Spesso la Rabbia non é utilizzata in senso interno, ovvero vedere e trascendere il dolore, ma viene rigettata all’esterno sulla apparente “causa esterna” o “specchio” che é l’apparente causa dei nostri drammi e rabbie nel mondo “esteriore” attraverso il ponte 2° – 5° chackra (emozioni/espressione) , ed essa viene sperecata, non raggiungendo la sua sede primaria, il 3° chakra, la sede del fare e dell’autostima personale. Quando essa é canalizzata nella sua giusta sede, avviene un potenziamento dell’essere umano in termini energetici. Si percepisce accelerazione cardiaca, calore, energie in surplus, tuttavia essa nel 3° chackra ha un utilizzo quando, l’essere umano ha modo di veicolare l’energia stessa in qualcosa nel mondo esterno o interno. Ma quando essa rimane stagnante e non si trasforma in energia creativa, allora il sistema va in “overload” e in frustrazione energetica, in quanto sente che non riesce ad avere potere personale nemmeno quando ha l’energia sufficiente. Questo per tematiche irrisolte inerenti al serbatoio karmiko informativo del 3° chakra. Tuttavia quando si presentano le tematiche, se si riesce ad incanalare l’energia del FARE sulle tematiche stesse, esse vengono immediatamente sciolte grazie al lavoro interiore. Spiegando meglio. Se esiste un blocco nel fare, ad esempio una determinata azione pratica come fare un determinato lavoro, andare in banca, nuotare, andare in montagna, qualsiasi azione esterna, ma anche interna come affrontare un lavoro interiore, questa energia in surplus arriva per affrontare il blocco senza dovere fare chissà quale lavoro energetico. Basta farlo.

Facendo una, o più volte, l’azione che ci spaventa o che ci blocca o che ci procura rabbia, alla fine la comprenderemo e automaticamente essa viene trascesa trasformandosi in; capacità di Fare e quindi in talento.
Quando non si riesce a fare questo, la risposta automatica é la frustrazione, che diventare; rabbia verso se stessi o gli altri inizialmente che se repressa porta a; autocommiserazione, lamentela, tristezza, depressione, tutte energie di sfogo legate alla tematica del Fallimento.

Se, grazie ai momenti di energie in surplus, si lavora la macrotematica del Fallimento, di solito legata a ricordi ed esperienze vissute, oltre che alla famiglia e quindi al karma, sciogliamo quindi le tematiche inerenti l’autostima del 3° chackra e rientriamo nel potere del FARE e nel nostro POTERE PERSONALE.

L’ENERGIA della “rabbia”, che a giusta causa chiameremo d’ora in avanti Energia della Tigre, può fluire ora nel 4° chackra, ovvero nella sede dell’ amore personale e dell’amore per gli altri, ma anche nell’amore del fare, essendo connesso con i chakra delle mani, le quali danno l’energia dell’ ent-eos (entusiasmo) in cio che si fá .

Mettendo l’Amore in ciò che si fá, tutto viene potenziato e trasformato nel momento stesso in cui si fá. Il fare del 3° chakra é solo un fare e non é detto che attragga sempre cose e risposte positive in rientro. Quando l’energia del fare viene veicolata dal 4° chackra allora abbiamo una marcia in più. Ovviamente per poter fare questo é necessario essere connessi al Dahrma, ai desideri Reali del cuore, o semplicemente all’energia del servizio agli altri in senso alto o angelico.

Per ora non spieghiamo cosa fare con l’energia del fare nei chackra superiori in quanto:
A) intuibile da chi già lavora con quelle energie.
B) non comprensibile da chi invece ha vissuto poco in energie così alte.
Per ora meglio concentrarsi sul funzionamento stesso dell’energia del Fare.

Essa quando arriva provoca uno stato TENSIVO nell’essere umano, che va quindi in tensione, segno che l’energia sta aumentando. Essa può causare una stato di tensione fisica, che non consapevolizzato si trasforma in tensione emotiva e può incanalarsi in stati di ansia o attacchi di panico veri e propri, sfuriate rabbiose, euforia, o altri atteggiamenti di “sfogo” per fare defluire l’energia in surplus come detto sprecandola. É importante la presenza alla mente e al corpo, nel momento in cui si percepisce la tensione e veicolarla nel Fare ciò che si deve fare in quel momento. Se questo non é possibile per tematiche personali irrisolte, allora la Tensione e l’energia del Fare dovrebbero condurci all’interno per vedere, comprendere, percepire, e conseguentemente trascendere e sciogliere il blocco stesso, che impedisce il corretto flusso energetico in quel momento. Anche il lavoro interiore é Fare, e anch’esso “brucia” propositivamente l’energia in surplus. L’Energia della Tigre si trasforma in Rabbia verso l’esterno, quando ci sentiamo attaccati o minacciati in qualche modo da qualcosa o qualcuno, non considerando che siamo noi stessi ad aver attratto quell’evento nel nostro sistema. Le persone caratteriali o colleriche che necessitano di infuriarsi sono “drogate” della sensazione di potenza che l’energia stessa dà per il suo potere di “vittoria”. Tuttavia é effimero, perché in questo stato disequilibrato non c’è nessuna focalizzazione, ma solo dispersione e non si raggiunge quindi nessun risultato reale. L’energia dellaTigre arriva quando c’è la necessità di FARE una Azione ed é quindi necessario essere PRESENTI per comprendere quale azione fare e come Agire. Questo da FOCALIZZAZIONE.

É attraverso la focalizzazione (puntare la preda) che incanaliamo l’energia verso un flusso mirato, per fare questo é necessaria un’altra energia di bilanciamento che é la CONCENTRAZIONE che é figlia della CALMA. L’energia del Fare, che é totale movimento, necessita della sua energia polare, la calma interiore o tatale stasi per poter dare i “risultati” più soddisfacenti.

La Focalizzazione ovvero ciò che ci può portare verso il raggiungimento di obiettivi, é un risultato coerente tra una energia primordiale come l’archetipo della tigre e la concentrazione, figlia della calma mentale, attribuita spesso a mistici santi ed Illuminati. In parole più semplici; il risultato di un lavoro fisico ed un lavoro meditativo condotti per un certo periodo di tempo.

Con l’augurio che tutti possiamo raggiungere i nostri obiettivi, Un abbraccio